Fyropotamos
Fyropotamos non è solo una spiaggia. "È un villaggio di pescatori dove il tempo si è bloccato in un momento imprecisato del Novecento e nessuno ha avuto voglia di riparare l'orologio." Almeno così si legge sui online sui siti di itinerari di viaggio. In realtà è diventato un albergo diffuso che ha fermato la fisionomia del villaggio agli anni 40 del 900. Diciamo che il più "resort" tra gli ex villaggi di pescatori della parte nord dell’isola come Klima e Mandrakia.
Fyropotamos per noi ha un significato particolare, come tutti siamo caduti nel fascino del Blue Mare Apartments di Fyropotamos... ed stato questo il nostro primo alloggio a Milos, in assoluto. Quando siamo tornati anni dopo, tutto sembrava uguale. Le casette dei pescatori, la chiesa di Agio Nicolaos con le sue cupole blu, l'arco misterioso che nessuno sa spiegare con precisione. Milos cambia ovunque, Fyropotamos resiste.
La spiaggia
Sabbia fine con qualche piccolo sasso all'ingresso in acqua, niente che le scarpe da scoglio non risolvano. Il mare è piatto, protetto dalla conformazione del villaggio: perfetto per Rocco, che qui ha passato ore a fare il bagno in autonomia totale mentre Consiglia, per una volta, non aveva il cuore in gola.
Dal 2022 è apparso un chiosco con camper attrezzato che affitta lettini, vende vino e frutta, i prezzi senza che ve li diciamo, italiani. Non è esattamente il ristorante gourmet dell'isola, ma l'idea di sedersi su un lettino a Fyropotamos con un bicchiere di vino è esattamente il tipo di esperienza che cerchiamo quando veniamo in Grecia.
Naturalmente se volete potete trovare spazio nella spiagetta libera. Consigliamo anche qui di arrivarci prima delle 10:30 altrimenti è un delirio.
La chiesa e l'arco
La chiesa di Agio Nicolaos con le cupole blu è uno di quei punti fotografici che vi sembrano banali finché non li vedete dal vivo. L'arco invece è più misterioso: è lì, tutti lo vedono, pochi sanno cosa fosse originariamente. Noi lo chiamiamo "l'arco di Fyropotamos" e lasciamo che ognuno ci attribuisca la storia che preferisce.
Marco Langella
Consiglia Vitiello