Capitan Yannis
Esiste una categoria speciale di stupidità umana, chiamiamola "sindrome del turista con l'ansia da scelta", che ti porta a passare davanti allo stesso posto per tre estati di fila pensando "sì vabbè, un'altra volta" mentre corri a sederti nella solita taverna sul porto con vista da cartolina e conto da infarto.
Noi ne siamo stati vittime illustri in più occasioni, come a Skiathos con il My Ithaki. Qui, a differenza dei 10 anni di My Ithaki abbiamo impiegato solo tre anni... un bel giorno ci siamo arresi e ci siamo seduti. Ci sono voluti tre anni per fare due passi. Siamo lenti, ma tenaci.
Non è sul porto, non si vede il mare, e a Karpathos questo per il turista medio equivale quasi a un peccato mortale: niente foto per Instagram con le barchette sullo sfondo, niente tramonto da taggare. Capitan Yannis se ne infischia elegantemente di tutto questo e fa l'unica cosa che conta davvero, cioè cucinare come si deve. Rivoluzionario, lo so.
Gli antipasti, e il piatto che ci ha zittiti (evento raro)
Si parte con il solito trittico di casa nostra, dolmates, tzatziki, fava, roba che ordiniamo per abitudine ormai come si allaccia una cintura di sicurezza. Poi arriva la grigliata mista di pesce, 40 euro, e lì la comitiva ammutolisce. Ce l'aspettavamo da separati in casa, una porzioncina timida buona per litigarsela. Invece no: quantità da quattro persone, pesce fresco, buono, di quelli che ti fanno pensare "qui c'è un errore nel conto" e poi ti accorgi che l'errore, per una volta, è a tuo favore.
Il vino era ottimo. Talmente ottimo che Dario, volato apposta da Londra con il suo radar tarato su qualunque cosa fermentata, lo ha promosso senza il solito repertorio di smorfie da sommelier della domenica. Per lui è l'equivalente di uno standing ovation.
Nota per celiaci, ovvero: parlate prima di ordinare
Consiglia è celiaca e qui l'unica insidia è la variante casereccia del dolmata con le alici fritte infilate dentro senza preavviso, prassi comune quanto fastidiosa per chi come lei deve stare attenta. Basta dirlo all'ordine e il problema sparisce. Il resto del menu ha superato l'esame Consiglia, che è più severo di qualsiasi certificazione europea.
Facile da trovare... difficile da perdonarsi di averlo ignorato per tre anni
Arrivarci non è un'impresa, l'abbiamo segnata tra le tappe più comode dell'isola. Il vero ostacolo è stato tutto mentale, nostro, autoinflitto. Se cercate scuse per non andarci, non ne troverete: la posizione defilata è l'unica colpa che gli si può imputare, e francamente è anche il motivo per cui non è ancora presa d'assalto.
Tra il pesce che ha zittito tutti, il vino che ha ammorbidito Dario e Rocco che nel frattempo si spazzolava il pane come se fosse a cottimo, Capitan Yannis è uno di quei posti che a Karpathos meritano la deviazione, anche a costo di sembrare meno fotogenici su Instagram per una sera. Non fate come noi. Non aspettate il quarto anno.
Marco Langella
Consiglia Vitiello
Dario Langella