Agio Ioannis
Agio Ioannis non è una spiaggia. Sono tre baie, raggruppate sotto il nome del monastero che le sovrasta. La spiaggia è il tipo di posto che si guadagna centimetro per centimetro su una strada sterrata che, se avesse una pagella, prenderebbe insufficiente in quasi tutto.
Ho fatto il percorso via Gerontas. Il paesaggio è bellissimo. La strada è da dimenticare. Consiglia, che di solito riserva i giudizi più duri ai locali con il servizio scortese, ha trovato nuove espressioni per descrivere quel fondo stradale. Alcune non le ripeto qui, ma imprecazioni da morire. Esiste anche la versione da Triades, che sulla carta sembra più percorribile. Sulla carta.
L'ultimo tratto dalla chiesa alla spiaggia è quello che testa davvero i nervi. Stretto, scosceso, con vista sul mare che compensa moralmente tutto il resto. Rocco dormiva in braccio a zia Cuccu e zia Adri. Beato lui. Se non siete sperti con il Quod, desistete e passate alla prossima. Davvero vi preghiamo di andarci muniti di acqua e solo con un 4x4.
Le baie
Ce ne sono tre. La più a nord è nudista. Le altre due sono libere da ogni etichetta e libere da ogni servizio: non c'è niente. Portatevi l'acqua, il cibo, l'ombrellone, la crema, la pazienza. Usate un veicolo 4x4 o un quad: non è una raccomandazione, è un requisito.
Il mare è quello che vi aspettate dopo tutto quel lavoro: cristallino, verde smeraldo, con fondali che sembrano dipinti. Il monastero dall'alto sorveglia tutto con la discrezione tipica dei luoghi sacri che hanno visto passare generazioni di turisti sulle loro strade sterrate.
Il verdetto Rock in Greece
Bello quanto basta per tornare. Complicato quanto basta per tenerlo quasi vuoto. Se avete la macchina giusta, la determinazione giusta e l'aspettativa di non trovare niente in vendita, le tre baie di Agio Ioannis vi ripagano di tutto.
Marco Langella
Consiglia Vitiello
Dario Langella