Agathia
Ci sono spiagge che devi guadagnarti, e Agathia è una di queste. Non per la discesa con le corde come Tsigrado, non per i tre chilometri di sterrato come Ammoudaraki. No, Agathia ti mette alla prova in modo più subdolo: un percorso sterrato complicato, con curve che non promettono niente di buono, e tu che guidi il quad cercando di sembrare sereno mentre Consiglia sul Jimny di dietro segue con la fiducia cieca che mi riserva nelle situazioni in cui non ha alternative.
Quando siamo arrivati c'era solo il silenzio. La spiaggia era deserta. Alle undici e mezza, dal mare, sono arrivate due coppie di nudisti in kayak. Hanno tirato in secco le imbarcazioni con la competenza di chi ha trovato il proprio paradiso e non ha nessuna intenzione di condividerlo. Ci hanno guardato come a dire: "e voi cosa fate qui?" Domanda legittima.
La spiaggia
Sabbia fine, mare va dal Blu allo smeraldo grazie alla ricca vegetazione che circonda la Baia, il fondale è basso e sabbioso, silenzio quasi totale. L'unica ombra disponibile è un albero solitario che fa del suo meglio. Quando il Meltemi soffia da nord Agathia è protetta, e diventa uno di quei posti dove il mare è uno specchio mentre il resto dell'isola è una lavatrice in centrifuga. C'è solo una casetta sulla destra che nel 2018 era una casetta di un pescatore e ora è diventato uno studios, ma non c'era nessuno.
In soldoni: naturista di fatto, non di cartello. Non ci sono servizi di nessun tipo. Portate tutto con voi, inclusa la voglia di non trovare niente.
Il verdetto Rock in Greece
Non per tutti. Anzi, per pochissimi. Quelli disposti a percorrere la strada sterrata, ad accontentarsi di un albero per l'ombra e a condividere il paradiso con nudisti in kayak che vi guardano come intrusi. Se rientrate nella categoria, è perfetta.
Marco Langella
Consiglia Vitiello
Dario Langella